Festa dell’Uva: dietro la festa, un paese intero
Festa dell’Uva: dietro la festa, un paese intero
Un paese non custodisce la propria memoria soltanto nei libri. La affida anche alle persone che scelgono di dedicarle tempo, di raccontarla ai più giovani, di darle nuovamente un volto. A Capoliveri, la Festa dell’Uva è stata una delle occasioni in cui questo patrimonio è uscito dalle case ed è tornato a essere di tutti.
Dal 9 all’11 ottobre, Baluardo, Fortezza, Fosso e Torre si sono ritrovati intorno alla vendemmia e alla storia del paese. La Pro Loco e i rioni hanno coinvolto decine di volontari, con la collaborazione di persone provenienti anche da altri comuni dell’isola. Le ambientazioni del passato, i costumi e i giochi dei ragazzi sono stati il risultato visibile di un impegno cominciato molto prima della festa.
È su quel tempo donato che vale la pena soffermarsi. Preparare insieme una rappresentazione significa trovare un accordo, affidarsi alle capacità degli altri, riconoscere che ciascuno può portare qualcosa. Un ricordo, un’abilità, la disponibilità ad aiutare. La memoria di un territorio continua a vivere quando qualcuno se ne assume la cura e qualcun altro raccoglie il testimone.
Nell’incontro tra generazioni, una tradizione può diventare un’occasione per sentirsi parte della comunità. I più giovani incontrano una storia che li precede e che, attraverso la loro partecipazione, può proseguire. Chi la conosce da più tempo trova persone a cui consegnarla. Il volontariato tiene aperto questo passaggio, mettendo in relazione esperienze che altrimenti rischierebbero di restare separate.
Una comunità cresce anche così: quando la storia di ciascuno trova posto in un racconto comune.



