Una barca di libri per parlare della fragilità delle isole minori
Una barca di libri per parlare della fragilità delle isole minori
“Una barca di libri: le rotte della fragilità nelle isole minori italiane” è un progetto culturale itinerante (2027–2028) che trasforma due barche a vela, il Bamboo e il Maria Teresa della Fondazione Exodus La Mammoletta, in biblioteche galleggianti, hub culturali e spazi di orientamento formativo, portando libri, autori e dialogo pubblico nei porti delle isole minori italiane. Nasce dall’esperienza pilota di “Cambio di Rotta. Percorsi nella consapevolezza via mare” finanziato nell’ambito del bando “Siete Presente” 2025 vinto dalla Fondazione Isola d’Elba, promosso da CESVOT e finanziato da Regione Toscana-Giovanisì. Si fonda sull’idea che la cultura e il mare possano trasformarsi in potenti strumenti di coesione sociale, democrazia e riscatto per le comunità insulari. Scritto da Fondazione Isola d’Elba e Italia Circolare, è stato adottato dal Comune di Portoferraio e vedrà la partecipazione di numerosi soggetti pubblici e privati come partner e sostenitori.
Invece di considerare le isole minori come territori isolati o marginali, il progetto le individua come laboratori di resilienza e innovazione dove discutere di fragilità per trovarne soluzioni e collaborazioni. Il libro non è concepito come un mero bene di consumo o intrattenimento passivo, ma come un dispositivo di accesso e democrazia, un presidio simbolico capace di portare conoscenza dove i servizi essenziali sono più fragili e di dar voce a ciò che spesso rimane ai margini.
La navigazione a vela diventa la metafora portante del progetto: il Mediterraneo torna a essere crocevia di dialogo, mentre la vita di bordo — basata su responsabilità condivisa, adattamento, empatia e lavoro di squadra — insegna a trasformare i limiti in punti di forza. Inoltre, l’iniziativa promuove un’identità rigenerativa e il welfare marittimo territoriale, integrando la cultura con l’orientamento alla Blue Economy, la tutela ambientale e l’inclusione di giovani in percorsi di riscatto sociale (come i ragazzi della Fondazione Exodus).
In sintesi, la fragilità insulare, se affrontata attraverso reti collaborative (SDG 17) e strumenti creativi, si converte nella più alta forma di sostenibilità, consapevolezza e benessere comunitario. Le barche, partendo dall’Arcipelago Toscano approderanno negli scali delle Isole minori, portando a bordo un “Ambasciatore della fragilità”, declinata sui temi sociali, ambientali, economici e culturali dando vita ad un Festival letterario itinerante “La cultura che cura”. Autori, giornalisti, artisti, scienziati, filosofi, imprenditori, amministratori incontreranno le comunità isolane per presentare i tre libri che hanno cambiato la loro vita, raccontando storie di fragilità, riscatto e cambiamento. I libri verranno donati alla barca che diventerà biblioteca e luogo fisico itinerante della cultura come elemento di welfare. Il progetto farà parte del programma di “Elba Isola europea dello Sport 2027”.



