Progetto Dissalatore all'Elba

Portoferraio, 25 luglio 2021

Come dichiarato nello Statuto costituente, uno degli scopi primari della Fondazione è la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della qualità del mare che, in quanto tali, costituiscono il “capitale di base” su cui è fondata l’economia elbana.

Siamo consapevoli che all’Elba esiste il problema dell’approvvigionamento idrico nel periodo estivo di massima presenza turistica, ed anche che gli effetti del fenomeno "Climate Change" possono modificare gli scenari delle soluzioni già studiate.

In tale ottica è stato seguita con attenzione l’evoluzione del progetto del Dissalatore da realizzarsi nella zona del golfo Stella, studiando il progetto ed ascoltando con attenzione le posizioni di tutte le parti interessate.

La Commissione Ambiente ha implementato una propria indagine marina nel golfo interessato dallo scarico della salamoia prodotta dal processo di dissalazione, analizzandone le correnti e tipizzandone il fondale e le praterie di posidonia esistenti. Il risultato delle indagini, avallate anche da ricercatori dell’Università di Pisa, è esposto in un filmato subacqueo accessibile liberamente

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A seguito dei risultati si riconosce nell'intervento del dissalatore un'azione in netto contrasto alla tutela della qualità del mare: a causa delle correnti e della particolare configurazione del fondale marino lo scarico della salamoia tenderebbe a restare intrappolato nel golfo, danneggiando irreparabilmente la biocenosi e quindi tutta la fauna marina della zona.

Per tali motivi ribadiamo la necessità di assoggettare comunque il progetto ad una imparziale Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), anche alla luce della nuova normativa in itinere ("Salvamare"). D’altronde gli effetti dello scarico dei dissalatori sul mare sono ben noti e sotto indagine ambientale in tutto il mondo. L’Elba non può rischiare il futuro del proprio mare che costituisce il suo capitale più prezioso.

Anche alla luce degli sviluppi climatici globali si ritiene inoltre che debbano essere nuovamente indagate tutte le alternative possibili all’attuale progetto, sia come localizzazione fisica che come scelta tecnica (uso dell’acqua di ruscellamento).

La Fondazione ha percio' una posizione decisamente contraria a questo progetto di Dissalatore nella sua attuale configurazione, ma ben consapevole che l’acqua è un bene primario per il territorio è intenzionata a promuovere un più ampio dibattito sul problema dell’approvvigionamento idrico dell’ Isola d’ Elba.

Come sempre diamo la massima disponibilità a collaborare con ogni ente interessato mettendo a disposizione tutte le conoscenze acquisite.

Fondazione Isola d’Elba Onlus

Adeguamento dell’aeroporto di Marina di Campo: dobbiamo decidere!

Portoferraio, 2 giugno 2021

L’importante questione dell’adeguamento dell’aeroporto di Marina di Campo, o meglio sarebbe dire “dell’Elba”, è riapparsa sulla stampa con un comunicato emesso da Legambiente. In tale comunicato si contesta il progetto proposto dalla società gestore ALA Toscana spa utilizzando in modo molto generico la leva ambientale ed anche tentando di dimostrarne l’inutilità alla luce dei trend evolutivi nel trasporto aereo.

La Fondazione si è sempre esposta favorevolmente allo sviluppo dell’aeroporto, ed anche adesso ne sottolinea nuovamente la assoluta necessità al fine di facilitare e destagionalizzare il raggiungimento dell’isola da parte di tutti gli amanti dell’Elba e di quel turismo internazionale pregiato che ancora non la conosce. Infine l’aeroporto ha un enorme valore sociale per i cittadini dell’Elba che possono raggiungere in poco tempo e con poca spesa i servizi didattici, sanitari e professionali dei grandi centri urbani. Sul piano tecnico la soc. ALA Toscana ha già ben replicato a Legambiente, smontandone le osservazioni in modo puntuale ed esaustivo.

La posizione di Legambiente sembra figlia dell’adesione al concetto della “decrescita serena” ipotizzata da Serge Latouche fin dal 2008, concetto che ove adottato acriticamente reputa negativa ogni attività umana connessa allo “sviluppo”, e quindi legittima l’uso di ogni mezzo per ostacolarla. Ma qui non si tratta di costruire un grande aeroporto internazionale ma di rendere funzionale l’esistente.

E’ dunque auspicabile una precisa presa di posizione in merito da parte di tutti i Sindaci dell’Elba, possibilmente unanime.

L’adeguamento dell’aeroporto alle attuali necessità di mercato non comporta alcun danno né peggioramento dell’ambiente circostante. Porta altresì molti benefici al territorio: porterà lavoro per i giovani sia per la realizzazione che per l’esercizio della struttura, supporterà un allungamento della stagione turistica attirando clientela “distante” a beneficio delle strutture ricettive elbane, ed aprirà l’isola a nuovi ed interessanti mercati di clientela di fascia medio-alta. L’Elba ne ha bisogno.

La Regione Toscana, le Associazioni di Categoria elbane, gli elbani stessi credono in questo progetto e ne auspicano la realizzazione. Nel mondo tutte le isole, anche piccole, si sono dotate di strutture aeroportuali idonee come alternativa ed integrazione alla classica via marittima. Che cosa aspettiamo?

Fondazione Isola d’Elba Onlus

Il Recovery Plan all’Elba: una grande opportunità poco conosciuta

Portoferraio, 19 marzo 2021

Il Recovery Plan – Next Generation EU è un gigantesco piano di finanziamenti europei col quale si vuole rilanciare ed ammodernare i paesi europei messi in crisi economica e sociale dalla pandemia, a seguito del quale consegneremo ai nostri figli un’Europa moderna, digitalizzata, competitiva e ricca di possibilità lavorative per i giovani. Tutte le regioni ed i comuni italiani potranno accedervi presentando progetti di investimento dettagliati e compatibili con i vari assi di sviluppo ammessi dal Piano. Per l’Elba, terza isola italiana, è’ una grande opportunità che deve essere utilizzata nel più proficuo dei modi.

L’Amministrazione di Portoferraio come capofila ha predisposto un elenco dei progetti per tutti i 7 comuni, purtroppo con molti limiti dovuti al ristretto tempo per la presentazione, ma il Sindaco Zini nella riunione dell’11 marzo scorso ha aperto ad ulteriori suggerimenti. Approfittando della disponibilità vogliamo suggerire l’inserimento di altre importanti questioni assenti nel documento, quali l’autonomia idrica, la depurazione degli scarichi a mare, l’isola “Plastic Free”. Tutti temi connessi alla rivoluzione verde e transizione ecologica, missione inclusa nel Piano.

Per l’Autonomia Idrica ASA ha proposto il dissalatore, impianto tipicamente industriale, che per alcuni aspetti contrasta con le linee di indirizzo ambientali del Piano. All’Elba le perdite idriche della rete distributiva sono del 57%, per cui il 43% della costosa acqua dissalata andrebbe sprecata. Non sembra l’approccio migliore. L’apporto totale dei pozzi e sorgenti elbane in volume è pari attualmente a circa il 75% del volume complessivo erogato dalle reti comunali. Adottando i concetti dell’economia sostenibile riteniamo che l’autonomia idrica debba passare dalle buone pratiche, in ordine: piano pluriennale di revisione delle condotte fino a valori di perdite accettabili, ricerca e captazione delle ulteriori risorse idriche sotterranee disponibili, realizzazione di idonee opere di accumulo di acqua anche per bilanciamento invernale/estivo, attivazione di un piano di recupero acque piovane diffuso, e sostituzione/riparazione della tubazione di collegamento Elba-Piombino. I dati sono tratti da autorevoli studi: Report 2020 di “Isole Sostenibili” redatto da Centro Nazionale Ricerche CNR e Legambiente - pg.59; Rapporto “Analisi disponibilità idriche attuali e future” commissionato da AATO 5 Toscana Costa allo studio AICOM LOTTI – Roma – vol.2 pg.41.

La Depurazione delle acque reflue dovrebbe essere inserita con un progetto di adeguamento degli impianti e degli scarichi a mare di tutta l’isola ai migliori standard mondiali (best practices).

La lotta alla plastica dovrebbe essere fortemente implementata su tutti i territori comunali, con l’obiettivo di azzerare ogni utilizzo monouso nel territorio elbano.

Le Risorse Energetiche rinnovabili e la Mobilità Elettrica sono già citate nel documento ufficiale: sono progetti molto complessi per loro natura, quindi auspichiamo fortemente che ne vengano implementati gli studi e la successiva realizzazione pluriennale, senza restare solo ipotesi sulla carta.

Sono tutti tasselli di un complesso e difficile mosaico che, se ben realizzato nel tempo, porterebbe l’isola verso un futuro più sostenibile e più appetibile per un turismo esigente verso i valori della natura.

La Fondazione dà comunque la sua piena disponibilità per ogni forma di collaborazione fosse utile.

Fondazione Isola d’Elba

Normative COVID. Richiesta di deroga per l'Elba

Portoferraio, 3 dicembre 2020
Alla c.a dei Soci

Vi informo dell'esito positivo della nostra richiesta alla Regione tesa ad ottenere il riconoscimento della singolarità del territorio elbano ai fini COVID.

La Fondazione con un intervento stampa del 10 novembre scorso, al quale ha fatto seguito la lettera del nostro Presidente indirizzata al Presidente della Regione Toscana Giani, ha richiesto un intervento normativo volto ad ottenere per il territorio dell’Isola d’Elba (frazionato in ben 7 comuni) il riconoscimento di . Ciò al fine di ottenere una modifica normativa che consideri l' Elba un Unicum e dunque elimini il divieto di spostamento tra i Comuni elbani e le connesse onerose formalità burocratiche.

Con piacere abbiamo appreso, anche tramite la stampa locale , che il Consiglio Regionale nei giorni scorsi ha discusso quanto da noi richiesto ed ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta a farsi interprete del problema presso la Conferenza Stato-Regioni.

È un risultato di cui la Fondazione può intestarsi la paternità, a prescindere dall'esito finale che dipende dalle decisioni del Ministero competente, se sarà positivo sarà un grande servizio reso alla comunità elbana.

Link al Comunicato Stampa e allegata copia della Lettera al Presidente Giani.

Elba e Zona arancione: vietati gli spostamenti fra Comuni. Chiediamo un’eccezione per l’isola.

Portoferraio, 10 novembre 2020

I dati di contagio COVID19 purtroppo non hanno risparmiato la Toscana; l’incremento degli indici è tale da spostare l’intera regione nella zona arancione con tutte le limitazioni che tale passaggio comporta per tutti i toscani, ma in particolare agli elbani.

La Fondazione, come tutti, è ben consapevole della gravità della situazione in corso, anche nella nostra bella isola, e desidera aggiungersi agli appelli rivolti ai cittadini affinchè sia mantenuto da tutti un comportamento sociale di massima responsabilità adottando singolarmente tutti gli accorgimenti sanitari suggeriti dalle autorità sanitarie.

Vogliamo però evidenziare ancora una volta la singolarità del territorio elbano che mal si adatta alle restrizioni per gli spostamenti conseguenti all’ingresso in zona arancione.

All'isola d’Elba, un ridotto territorio circoscritto ed omogeneo, sono presenti ben 7 Comuni ma molti servizi essenziali sono centralizzati nel comune di Portoferraio. Per uno spostamento di pochi chilometri si toccano anche 3 comuni diversi! Al fine di contenimento della pandemia sembra che il divieto di spostamento fra comuni dell’isola – salvo autocertificazione obbligatoria - abbia poca rilevanza, mentre costituisce intralcio burocratico significativo alle attività economiche, che è quanto di meno desiderabile oggi. Potrebbe essere stralciato, semplificando enormemente la vita agli elbani, alle forze dell'ordine ed agli organi di controllo, ed aumentando la sicurezza di tutti.

Ai fini di contenimento pandemico dovrebbe invece essere valutata attentamente la possibilità di introdurre controlli stringenti all'uscita ed all'ingresso all’isola, via nave o aereo, come già erano richiesti nella prima ondata pandemica.

La Fondazione, sempre aperta a dialogare con tutti gli enti istituzionali, ritiene opportuno invitare i Sindaci a chiedere congiuntamente in Regione la possibilità di adottare una deroga specifica per l’isola d’Elba che consenta il libero spostamento all’interno del territorio isolano.

Fondazione Isola d’Elba

Le Aree Marine Protette: Lettera del Presidente Marco Mantovani

Portoferraio, 25 ottobre 2020

In questi tristi giorni di emergenza sanitaria mi fa piacere che si parli anche di un futuro migliore. Ritengo che il tema delle Aree Marine Protette sia importante e che sia interesse di tutti andare in una direzione di tutela condivisa.

Il fatto che stiano tornando le tartarughe e le foche nel nostro Arcipelago è un segno tangibile del fatto che qualcosa sta cambiando.

Da piccolo sentivo i nostri vecchi che parlavano degli ultimi incontri con il “bue marino“ e ricordo il triste spettacolo delle tartarughe che, legate ai pescherecci, annaspavano nel porto di Campo in attesa di essere trasformate in “zuppa“. Confesso anche di averne liberata qualcuna rischiando più di uno scappellotto.

Eppure oggi nella vicina Grecia le foche si divertono a farsi accarezzare dai bagnanti e le tartarughe nidificano nelle affollate spiagge del Mediterraneo con sempre maggior regolarità.

La verità è che gli animali non temono l’uomo, se non hanno nulla da temere.

La Natura è fatta per l’Uomo e l’Uomo per la Natura.

Una certa dose di prelievo è fisiologica ma non siamo solo predatori e inquinatori, forse ci stiamo rendendo conto che il nostro vero ruolo è quello di essere i custodi della terra.

Qui all’ Elba abbiamo un testimonial straordinario di questo cambiamento: Carlo Gasparri.

Un tempo campione mondiale di pesca subacquea, Carlo ha girato i mari del pianeta cacciando pesci di tutte le specie, sino ad accorgersi che c’era anche un altro modo di vivere le meraviglie del Mare. Il fucile è stato sostituito dalla telecamera e le cernie hanno smesso di fuggire per diventare amiche, compagne di avventura in ogni immersione.

Raramente mi è capitato di conoscere qualcuno più esperto ed in sintonia con la Natura. A lui dobbiamo alcune tra le cose migliori che sono state fatte per la tutela del nostro Mare. Un esempio da seguire è la zona protetta dello Scoglietto fuori Portoferraio. Carlo, insieme ad Oreste Farina dell’EVE e Virgilio Cella della Fips, riuscì ad ottenere il placet del Ministero dell’Ambiente regalandoci un tesoro di biodiversità accessibile a tutti. Non a caso oggi Carlo coordina la Commissione Ambiente della Fondazione Elba.

Un esperienza preziosa la troviamo anche nei nostri pescatori professionisti, un mestiere antico che da generazioni conosce il Mare e le sue dinamiche. La pesca, sportiva e professionale, può essere uno straordinario strumento di monitoraggio e gestione ma bisogna coinvolgere i protagonisti nel progetto.

La Fondazione sta già collaborando con centri universitari molto qualificati e ritengo che grazie all’esperienza sul campo di chi vive, abita e lavora in questi luoghi, si possa arrivare ad una sintesi per garantire perfetta convivenza tra Uomo e Mare , portando benessere ad entrambi.

Le associazioni ambientaliste, le categorie economiche, il Parco e gli enti preposti potranno dare un contributo importante, ma dovranno essere i cittadini dell’Elba i veri protagonisti di questo nuovo modo di vivere e proteggere il Mare.

Siamo circondati da una risorsa che può essere infinita, un valore immenso, per noi, per tutti, per sempre.

Marco Mantovani
Presidente della Fondazione Isola d’Elba

Le Aree Marine Protette AMP: scenari per l’Elba

Portoferraio, 18 ottobre 2020

Ultimamente sono apparsi sulla stampa, senza suscitare particolari attenzioni da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni, interventi volti a dare nuovamente impulso al procedimento di un’Area Marina Protetta (AMP) di tutto l’Arcipelago Toscano, che così andrebbe a ricomprendere anche il territorio dell’Isola d’Elba.

Le AMP sono definite come “ambienti marini (acque, fondali e costa) di rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marina e costiera (L. 979/82)”. La successiva L. 394/91 ha dettato i principi per l'istituzione e la gestione di tali aree naturali protette, al fine di conservare e valorizzarne il patrimonio naturale.

La Fondazione ha fra i suoi scopi primari la protezione ambientale dell’isola d’Elba e quindi concorda pienamente con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente costiero/marino che si prefigge la normativa delle AMP.

Ciò comunque non esclude una corretta valutazione circa i criteri con i quali dovrebbe essere creata un’area marina protetta su tutto il territorio elbano, che presenta ovviamente caratteristiche molto diverse rispetto alle altre isole dell’Arcipelago.

L’Elba è la terza isola d’Italia ed è stabilmente abitata da circa 30.000 persone, con un notevole incremento delle presenze durante la stagione estiva.

Chi per nascita o per scelta vive all’ Elba ama questi luoghi, ha una naturale predisposizione per la Natura e vuole uno stile di vita in piena sintonia con una sostenibilità ambientale. Il sogno degli abitanti dell’Elba è vivere in un luogo dove la tutela della Natura si integra perfettamente con le normali esigenze umane, e questo sogno deve essere realizzato perché è l’unico futuro possibile.

Dovrebbe pertanto essere valutata la possibilità di istituire una specifica AMP “Elba”, dotata di proprie distinte modalità normative elaborate “ad hoc”, previa l’individuazione di forme di consultazione popolare in grado di fornire un concreto contributo all’iter procedimentale.

La Fondazione ritiene che in tale maniera si raggiungeranno gli obiettivi di protezione dell’ambiente in piena condivisione dei metodi con la popolazione interessata.

La Fondazione è e sarà sempre disponibile ad un qualificato confronto in merito.

Fondazione Isola d’Elba

Apriamo pianosa al turismo

Portoferraio, 21 maggio 2020

Dopo l’emergenza sanitaria è arrivata quella socio economica.

Il turismo è la principale fonte di reddito della nostra isola ma rischia di essere l’attività più penalizzata. L ’Elba ha un patrimonio naturale e culturale straordinario, in grado di attrarre un pubblico internazionale qualificato, ma sino ad oggi abbiamo sfruttato solo una piccola parte del nostro potenziale.

Le cause sembrano svariate: trasporti, infrastrutture, prezzi, incapacità di fare squadra, mancanza di un piano strategico ecc. Dobbiamo però riconoscere che le cause dei successi e degli insuccessi siamo sempre noi. Siamo riusciti a preservare la nostra isola da speculazioni e scempi ambientali ma non riusciamo a coniugare la tutela con la valorizzazione. Eppure dovrebbero andare di pari passo.

Purtroppo la frammentazione amministrativa con 7 Comuni, Provincia, Regione, PNAT ecc , rende le buone intenzioni non realizzabili. Ognuno di questi enti persegue le sue particolari finalità in contrasto con gli altri, così nessuno si occupa dell’Elba nel suo insieme. Dunque non c’è modo di creare un sistema unitario di tutela e valorizzazione.

Questa grave piaga è il vero motivo dei nostri problemi, ma non si risolverà in pochi mesi. Nel frattempo è urgente mettere in campo strategie per incentivare il turismo e la visibilità mediatica del nostro territorio. In televisione osserviamo file di persone che vanno ad impegnare i gioielli di famiglia pur di sopravvivere. I gioielli servono anche a questo, nei momenti difficili possono salvarci!

Noi abbiamo 2 gioielli di valore immenso, totalmente trascurati ed in stato di completo abbandono. Sono Montecristo e Pianosa. Riteniamo che l’apertura di Pianosa, almeno al turismo da diporto privato, creerebbe una fortissima attrazione mediatica internazionale, ed un immediato flusso turistico di qualità.

In pratica potremmo concedere a pagamento un ragionevole numero chiuso di permessi giornalieri diurni , che permetterebbero alle imbarcazioni private di entrare entro il miglio di distanza , ormeggiare , fare bagno , snorkelling e magari anche arrivare a nuoto sulla costa a prendere il sole entro 20 / 30 metri dalla battigia.

Nessuna attività di pesca o prelievo, nessun danno per l’Ambiente. Con una tariffa giornaliera proporzionata alle dimensioni delle imbarcazioni siamo convinti che si possano recuperare ingenti somme non solo per le pulizie e i controlli di cui Pianosa ha tanto bisogno. Inoltre creeremmo uno straordinario indotto economico occupazionale sull’Elba, catturando anche nuovo turismo pregiato.

Quando si perde un cliente è difficile recuperarlo, ma quando si riesce ad attrarre nuovi turisti, se si trovano bene, continueranno a tornare . E’ di questo che abbiamo bisogno!

Dobbiamo far innamorare nuove persone delle straordinarie bellezze dell’Arcipelago Toscano.

Quanto abbiamo detto per Pianosa può valere in forma più esclusiva anche per Montecristo. Abbiamo luoghi fantastici rimasti integri, ma integri non deve significare abbandonati e infrequentabili. I luoghi hanno bisogno dell’amore delle persone e le persone si affezionano ai luoghi che frequentano. Siamo sempre noi, le persone, che dobbiamo proteggere ed amare le nostre isole. Il periodo degli inutili divieti deve terminare, dobbiamo iniziare a dare valore a ciò che siamo.

Ci auguriamo che PNAT e Comuni diano avvio ad un rapido percorso di valorizzazione, apertura e tutela, in primis di Pianosa ma anche di Montecristo. Dopo tanti anni ci sembra di notare nell’ ultimo periodo di gestione del PNAT, piccoli ma incoraggianti miglioramenti.

Visto che da decenni ci viene ripetuto che il Parco può diventare il volano economico per del territorio, questo è il momento di dimostrarlo!

Noi come Fondazione siamo pronti a dare la massima collaborazione.

FONDAZIONE ISOLA D’ELBA
Il Presidente

Lettera aperta del Presidente della Fondazione Isola d’Elba.

Portoferraio, 21 aprile 2020

Il pensiero della Fondazione in questo momento va a tante persone che soffrono non solo la malattia , ma anche l' indigenza e la paura. Se infatti dal punto di vista sanitario forse il peggio è passato, non possiamo dimenticare che la povertà è la prima vera causa di morte nel mondo e purtroppo contro di essa non potranno più aiutarci i nostri valorosi medici ed infermieri.

Anche i nostri avi hanno combattuto, sofferto e versato sangue per darci un mondo migliore. E qualche insegnamento lo abbiamo ricevuto.

Ormai è chiaro a tutti che non ci può essere un futuro se non rispettiamo la natura ma altrettanto chiaro è che il progresso non passa da una decrescita felice , bensì da investimenti in ricerca e da tecnologie più moderne e sostenibili. Però niente potrà salvarci se non ci sarà quel sentimento umano di amore verso il prossimo e verso ogni forma di vita in generale.

Tornando all’ Elba, pochi anni fa Marina di Campo è stata colpita da un alluvione straordinaria che fece danni enormi. Nel giro di poche settimane, grazie a donazioni e volontari che arrivarono da tutta l' Elba, Campo ritornò a vivere.

Questa emergenza sanitaria è certamente più grave ma la stiamo affrontando nello stesso modo: si moltiplicano le iniziative di sostegno all’ ospedale e le testimonianze di solidarietà sociale. Questo ci deve dare molta fiducia, soprattutto in noi stessi.

Ora però dobbiamo far ripartire il lavoro per evitare di cadere in una calamità peggiore. Quando muore un azienda si porta dietro tante famiglie e se crolla un sistema lo spettro della povertà diventa reale.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che saltare una stagione turistica potrebbe comportare una tragedia sociale.

E' il momento di mettere in campo strategie precise e condivise da tutti, e poi tanto impegno , sacrificio e coraggio. Purtroppo la nostra frammentazione amministrativa rende tutto più difficile. Lo scopo della Fondazione è quello di aiutare, senza sminuirlo, il ruolo della politica. Vorremmo però dare almeno un suggerimento che riteniamo importante . Ci sono località turistiche che stanno già offrendo ai cittadini del Nord Italia tariffe di solidarietà. L’Elba è in ritardo, ma abbiamo la fortuna di vivere in un luogo meraviglioso e a nostro avviso la stagione può ancora essere parzialmente salvata. Il nostro consiglio è semplice : quando terminerà il lockdown , con le necessarie cautele sanitarie ed i controlli agli imbarchi, una volta che siano arrivati sull' Elba dovremo dare ai nostri ospiti il massimo del calore e dell' amicizia. Si devono sentire a casa , accolti meglio di prima , non come degli appestati.

Su questo dobbiamo lavorare sin da ora con una comunicazione molto attenta. Non facciamoci travolgere dalla paura ma dalla solidarietà e dall’accoglienza. Contattiamo i nostri amici e clienti, invitiamoli a venire presto.

Molti non vedono l'ora di tornare nella loro amata isola e può darsi che in futuro le grandi città non saranno più così attraenti. Forse in futuro i valori immobiliari all’Elba torneranno a salire e la stagione si potrebbe allungare naturalmente.

Forse aumenteranno le persone che decideranno di vivere qui.

Insomma è possibile che la crisi sia meno dura del previsto e che ci sia addirittura qualche vantaggio inaspettato, ma questo dipenderà molto da noi. I cittadini dell' Elba hanno dimostrato di essere brava gente e la nostra isola è un paradiso naturale nel cuore dell' Italia che è il più bel paese del Mondo. Abbiamo tutte le caratteristiche per superare questa grave situazione, ma ricordiamoci che il primo valore da comunicare è quello umano e questo non si può fare con la pubblicità.

FONDAZIONE ISOLA D’ELBA
Il Presidente