Elba e Zona arancione: vietati gli spostamenti fra Comuni. Chiediamo un’eccezione per l’isola.

Portoferraio, 10 novembre 2020

I dati di contagio COVID19 purtroppo non hanno risparmiato la Toscana; l’incremento degli indici è tale da spostare l’intera regione nella zona arancione con tutte le limitazioni che tale passaggio comporta per tutti i toscani, ma in particolare agli elbani.

La Fondazione, come tutti, è ben consapevole della gravità della situazione in corso, anche nella nostra bella isola, e desidera aggiungersi agli appelli rivolti ai cittadini affinchè sia mantenuto da tutti un comportamento sociale di massima responsabilità adottando singolarmente tutti gli accorgimenti sanitari suggeriti dalle autorità sanitarie.

Vogliamo però evidenziare ancora una volta la singolarità del territorio elbano che mal si adatta alle restrizioni per gli spostamenti conseguenti all’ingresso in zona arancione.

All'isola d’Elba, un ridotto territorio circoscritto ed omogeneo, sono presenti ben 7 Comuni ma molti servizi essenziali sono centralizzati nel comune di Portoferraio. Per uno spostamento di pochi chilometri si toccano anche 3 comuni diversi! Al fine di contenimento della pandemia sembra che il divieto di spostamento fra comuni dell’isola – salvo autocertificazione obbligatoria - abbia poca rilevanza, mentre costituisce intralcio burocratico significativo alle attività economiche, che è quanto di meno desiderabile oggi. Potrebbe essere stralciato, semplificando enormemente la vita agli elbani, alle forze dell'ordine ed agli organi di controllo, ed aumentando la sicurezza di tutti.

Ai fini di contenimento pandemico dovrebbe invece essere valutata attentamente la possibilità di introdurre controlli stringenti all'uscita ed all'ingresso all’isola, via nave o aereo, come già erano richiesti nella prima ondata pandemica.

La Fondazione, sempre aperta a dialogare con tutti gli enti istituzionali, ritiene opportuno invitare i Sindaci a chiedere congiuntamente in Regione la possibilità di adottare una deroga specifica per l’isola d’Elba che consenta il libero spostamento all’interno del territorio isolano.

Fondazione Isola d’Elba

Le Aree Marine Protette: Lettera del Presidente Marco Mantovani

Portoferraio, 25 ottobre 2020

In questi tristi giorni di emergenza sanitaria mi fa piacere che si parli anche di un futuro migliore. Ritengo che il tema delle Aree Marine Protette sia importante e che sia interesse di tutti andare in una direzione di tutela condivisa.

Il fatto che stiano tornando le tartarughe e le foche nel nostro Arcipelago è un segno tangibile del fatto che qualcosa sta cambiando.

Da piccolo sentivo i nostri vecchi che parlavano degli ultimi incontri con il “bue marino“ e ricordo il triste spettacolo delle tartarughe che, legate ai pescherecci, annaspavano nel porto di Campo in attesa di essere trasformate in “zuppa“. Confesso anche di averne liberata qualcuna rischiando più di uno scappellotto.

Eppure oggi nella vicina Grecia le foche si divertono a farsi accarezzare dai bagnanti e le tartarughe nidificano nelle affollate spiagge del Mediterraneo con sempre maggior regolarità.

La verità è che gli animali non temono l’uomo, se non hanno nulla da temere.

La Natura è fatta per l’Uomo e l’Uomo per la Natura.

Una certa dose di prelievo è fisiologica ma non siamo solo predatori e inquinatori, forse ci stiamo rendendo conto che il nostro vero ruolo è quello di essere i custodi della terra.

Qui all’ Elba abbiamo un testimonial straordinario di questo cambiamento: Carlo Gasparri.

Un tempo campione mondiale di pesca subacquea, Carlo ha girato i mari del pianeta cacciando pesci di tutte le specie, sino ad accorgersi che c’era anche un altro modo di vivere le meraviglie del Mare. Il fucile è stato sostituito dalla telecamera e le cernie hanno smesso di fuggire per diventare amiche, compagne di avventura in ogni immersione.

Raramente mi è capitato di conoscere qualcuno più esperto ed in sintonia con la Natura. A lui dobbiamo alcune tra le cose migliori che sono state fatte per la tutela del nostro Mare. Un esempio da seguire è la zona protetta dello Scoglietto fuori Portoferraio. Carlo, insieme ad Oreste Farina dell’EVE e Virgilio Cella della Fips, riuscì ad ottenere il placet del Ministero dell’Ambiente regalandoci un tesoro di biodiversità accessibile a tutti. Non a caso oggi Carlo coordina la Commissione Ambiente della Fondazione Elba.

Un esperienza preziosa la troviamo anche nei nostri pescatori professionisti, un mestiere antico che da generazioni conosce il Mare e le sue dinamiche. La pesca, sportiva e professionale, può essere uno straordinario strumento di monitoraggio e gestione ma bisogna coinvolgere i protagonisti nel progetto.

La Fondazione sta già collaborando con centri universitari molto qualificati e ritengo che grazie all’esperienza sul campo di chi vive, abita e lavora in questi luoghi, si possa arrivare ad una sintesi per garantire perfetta convivenza tra Uomo e Mare , portando benessere ad entrambi.

Le associazioni ambientaliste, le categorie economiche, il Parco e gli enti preposti potranno dare un contributo importante, ma dovranno essere i cittadini dell’Elba i veri protagonisti di questo nuovo modo di vivere e proteggere il Mare.

Siamo circondati da una risorsa che può essere infinita, un valore immenso, per noi, per tutti, per sempre.

Marco Mantovani
Presidente della Fondazione Isola d’Elba

Le Aree Marine Protette AMP: scenari per l’Elba

Portoferraio, 18 ottobre 2020

Ultimamente sono apparsi sulla stampa, senza suscitare particolari attenzioni da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni, interventi volti a dare nuovamente impulso al procedimento di un’Area Marina Protetta (AMP) di tutto l’Arcipelago Toscano, che così andrebbe a ricomprendere anche il territorio dell’Isola d’Elba.

Le AMP sono definite come “ambienti marini (acque, fondali e costa) di rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marina e costiera (L. 979/82)”. La successiva L. 394/91 ha dettato i principi per l'istituzione e la gestione di tali aree naturali protette, al fine di conservare e valorizzarne il patrimonio naturale.

La Fondazione ha fra i suoi scopi primari la protezione ambientale dell’isola d’Elba e quindi concorda pienamente con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente costiero/marino che si prefigge la normativa delle AMP.

Ciò comunque non esclude una corretta valutazione circa i criteri con i quali dovrebbe essere creata un’area marina protetta su tutto il territorio elbano, che presenta ovviamente caratteristiche molto diverse rispetto alle altre isole dell’Arcipelago.

L’Elba è la terza isola d’Italia ed è stabilmente abitata da circa 30.000 persone, con un notevole incremento delle presenze durante la stagione estiva.

Chi per nascita o per scelta vive all’ Elba ama questi luoghi, ha una naturale predisposizione per la Natura e vuole uno stile di vita in piena sintonia con una sostenibilità ambientale. Il sogno degli abitanti dell’Elba è vivere in un luogo dove la tutela della Natura si integra perfettamente con le normali esigenze umane, e questo sogno deve essere realizzato perché è l’unico futuro possibile.

Dovrebbe pertanto essere valutata la possibilità di istituire una specifica AMP “Elba”, dotata di proprie distinte modalità normative elaborate “ad hoc”, previa l’individuazione di forme di consultazione popolare in grado di fornire un concreto contributo all’iter procedimentale.

La Fondazione ritiene che in tale maniera si raggiungeranno gli obiettivi di protezione dell’ambiente in piena condivisione dei metodi con la popolazione interessata.

La Fondazione è e sarà sempre disponibile ad un qualificato confronto in merito.

Fondazione Isola d’Elba

Apriamo pianosa al turismo

Portoferraio, 21 maggio 2020

Dopo l’emergenza sanitaria è arrivata quella socio economica.

Il turismo è la principale fonte di reddito della nostra isola ma rischia di essere l’attività più penalizzata. L ’Elba ha un patrimonio naturale e culturale straordinario, in grado di attrarre un pubblico internazionale qualificato, ma sino ad oggi abbiamo sfruttato solo una piccola parte del nostro potenziale.

Le cause sembrano svariate: trasporti, infrastrutture, prezzi, incapacità di fare squadra, mancanza di un piano strategico ecc. Dobbiamo però riconoscere che le cause dei successi e degli insuccessi siamo sempre noi. Siamo riusciti a preservare la nostra isola da speculazioni e scempi ambientali ma non riusciamo a coniugare la tutela con la valorizzazione. Eppure dovrebbero andare di pari passo.

Purtroppo la frammentazione amministrativa con 7 Comuni, Provincia, Regione, PNAT ecc , rende le buone intenzioni non realizzabili. Ognuno di questi enti persegue le sue particolari finalità in contrasto con gli altri, così nessuno si occupa dell’Elba nel suo insieme. Dunque non c’è modo di creare un sistema unitario di tutela e valorizzazione.

Questa grave piaga è il vero motivo dei nostri problemi, ma non si risolverà in pochi mesi. Nel frattempo è urgente mettere in campo strategie per incentivare il turismo e la visibilità mediatica del nostro territorio. In televisione osserviamo file di persone che vanno ad impegnare i gioielli di famiglia pur di sopravvivere. I gioielli servono anche a questo, nei momenti difficili possono salvarci!

Noi abbiamo 2 gioielli di valore immenso, totalmente trascurati ed in stato di completo abbandono. Sono Montecristo e Pianosa. Riteniamo che l’apertura di Pianosa, almeno al turismo da diporto privato, creerebbe una fortissima attrazione mediatica internazionale, ed un immediato flusso turistico di qualità.

In pratica potremmo concedere a pagamento un ragionevole numero chiuso di permessi giornalieri diurni , che permetterebbero alle imbarcazioni private di entrare entro il miglio di distanza , ormeggiare , fare bagno , snorkelling e magari anche arrivare a nuoto sulla costa a prendere il sole entro 20 / 30 metri dalla battigia.

Nessuna attività di pesca o prelievo, nessun danno per l’Ambiente. Con una tariffa giornaliera proporzionata alle dimensioni delle imbarcazioni siamo convinti che si possano recuperare ingenti somme non solo per le pulizie e i controlli di cui Pianosa ha tanto bisogno. Inoltre creeremmo uno straordinario indotto economico occupazionale sull’Elba, catturando anche nuovo turismo pregiato.

Quando si perde un cliente è difficile recuperarlo, ma quando si riesce ad attrarre nuovi turisti, se si trovano bene, continueranno a tornare . E’ di questo che abbiamo bisogno!

Dobbiamo far innamorare nuove persone delle straordinarie bellezze dell’Arcipelago Toscano.

Quanto abbiamo detto per Pianosa può valere in forma più esclusiva anche per Montecristo. Abbiamo luoghi fantastici rimasti integri, ma integri non deve significare abbandonati e infrequentabili. I luoghi hanno bisogno dell’amore delle persone e le persone si affezionano ai luoghi che frequentano. Siamo sempre noi, le persone, che dobbiamo proteggere ed amare le nostre isole. Il periodo degli inutili divieti deve terminare, dobbiamo iniziare a dare valore a ciò che siamo.

Ci auguriamo che PNAT e Comuni diano avvio ad un rapido percorso di valorizzazione, apertura e tutela, in primis di Pianosa ma anche di Montecristo. Dopo tanti anni ci sembra di notare nell’ ultimo periodo di gestione del PNAT, piccoli ma incoraggianti miglioramenti.

Visto che da decenni ci viene ripetuto che il Parco può diventare il volano economico per del territorio, questo è il momento di dimostrarlo!

Noi come Fondazione siamo pronti a dare la massima collaborazione.

FONDAZIONE ISOLA D’ELBA
Il Presidente

Lettera aperta del Presidente della Fondazione Isola d’Elba.

Portoferraio, 21 aprile 2020

Il pensiero della Fondazione in questo momento va a tante persone che soffrono non solo la malattia , ma anche l' indigenza e la paura. Se infatti dal punto di vista sanitario forse il peggio è passato, non possiamo dimenticare che la povertà è la prima vera causa di morte nel mondo e purtroppo contro di essa non potranno più aiutarci i nostri valorosi medici ed infermieri.

Anche i nostri avi hanno combattuto, sofferto e versato sangue per darci un mondo migliore. E qualche insegnamento lo abbiamo ricevuto.

Ormai è chiaro a tutti che non ci può essere un futuro se non rispettiamo la natura ma altrettanto chiaro è che il progresso non passa da una decrescita felice , bensì da investimenti in ricerca e da tecnologie più moderne e sostenibili. Però niente potrà salvarci se non ci sarà quel sentimento umano di amore verso il prossimo e verso ogni forma di vita in generale.

Tornando all’ Elba, pochi anni fa Marina di Campo è stata colpita da un alluvione straordinaria che fece danni enormi. Nel giro di poche settimane, grazie a donazioni e volontari che arrivarono da tutta l' Elba, Campo ritornò a vivere.

Questa emergenza sanitaria è certamente più grave ma la stiamo affrontando nello stesso modo: si moltiplicano le iniziative di sostegno all’ ospedale e le testimonianze di solidarietà sociale. Questo ci deve dare molta fiducia, soprattutto in noi stessi.

Ora però dobbiamo far ripartire il lavoro per evitare di cadere in una calamità peggiore. Quando muore un azienda si porta dietro tante famiglie e se crolla un sistema lo spettro della povertà diventa reale.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che saltare una stagione turistica potrebbe comportare una tragedia sociale.

E' il momento di mettere in campo strategie precise e condivise da tutti, e poi tanto impegno , sacrificio e coraggio. Purtroppo la nostra frammentazione amministrativa rende tutto più difficile. Lo scopo della Fondazione è quello di aiutare, senza sminuirlo, il ruolo della politica. Vorremmo però dare almeno un suggerimento che riteniamo importante . Ci sono località turistiche che stanno già offrendo ai cittadini del Nord Italia tariffe di solidarietà. L’Elba è in ritardo, ma abbiamo la fortuna di vivere in un luogo meraviglioso e a nostro avviso la stagione può ancora essere parzialmente salvata. Il nostro consiglio è semplice : quando terminerà il lockdown , con le necessarie cautele sanitarie ed i controlli agli imbarchi, una volta che siano arrivati sull' Elba dovremo dare ai nostri ospiti il massimo del calore e dell' amicizia. Si devono sentire a casa , accolti meglio di prima , non come degli appestati.

Su questo dobbiamo lavorare sin da ora con una comunicazione molto attenta. Non facciamoci travolgere dalla paura ma dalla solidarietà e dall’accoglienza. Contattiamo i nostri amici e clienti, invitiamoli a venire presto.

Molti non vedono l'ora di tornare nella loro amata isola e può darsi che in futuro le grandi città non saranno più così attraenti. Forse in futuro i valori immobiliari all’Elba torneranno a salire e la stagione si potrebbe allungare naturalmente.

Forse aumenteranno le persone che decideranno di vivere qui.

Insomma è possibile che la crisi sia meno dura del previsto e che ci sia addirittura qualche vantaggio inaspettato, ma questo dipenderà molto da noi. I cittadini dell' Elba hanno dimostrato di essere brava gente e la nostra isola è un paradiso naturale nel cuore dell' Italia che è il più bel paese del Mondo. Abbiamo tutte le caratteristiche per superare questa grave situazione, ma ricordiamoci che il primo valore da comunicare è quello umano e questo non si può fare con la pubblicità.

FONDAZIONE ISOLA D’ELBA
Il Presidente

La Fondazione Elba si rinnova

Portoferraio, 13 ottobre 2018

Nuova organizzazione per la Fondazione Isola d'Elba Onlus che ha l'ambizioso obiettivo di promuovere progetti per sostenere il benessere dei cittadini 

PORTOFERRAIO — La Fondazione isola d’Elba Onlus continua nelle sue attività di solidarietà sociale per la valorizzazione del territorio dell’Isola d’Elba da vari punti di vista, intervenendo su difficoltà e disagi. Per realizzare pienamente i suoi obbiettivi si è quindi riorganizzata. Nell’ultimo consiglio direttivo infatti è stato nominato un direttore. Si tratta di Alberto Nannoni, già coordinatore della commissione trasporti e infrastrutture. Inoltre, grazie ad un accordo con l’amministrazione comunale di Portoferraio, la Onlus si potrà dotare a breve di una nuova sede operativa, situata al secondo piano dell'edificio della “Gattaia”. Un posto dove i soci potranno incontrarsi e condividere idee, esperienze e discutere dei loro progetti.

“Siamo soddisfatti di questi importanti sviluppi – ha commentato il presidente Marco Mantovani - dopo alcuni mesi dedicati a trovare un nuovo assetto organizzativo. In primis c’è il ruolo di direttore affidato ad una persona di estrema fiducia e qualità come l’ingegnere Alberto Nannoni, la cui competenza sarà un riferimento fondamentale.

"Inoltre una sede definitiva è certamente un ulteriore passo in avanti - ha proseguito Mantovani - e di questo ringraziamo il Comune di Portoferraio. Ora possiamo lavorare con più efficacia, a partire da un miglior assetto istituzionale in grado di risolvere gli annosi problemi di un isola che ha grandi potenzialità. Nella Fondazione, che è un organo completamente slegato da partiti o forze politiche, sono sostanzialmente rappresentati i cittadini, le imprese e le principali associazioni di categoria. L’ esperienza ci insegna che solo nell’unione ci può essere vittoria".

“I valori e le motivazioni a cui si ispira la funzione sociale della Fondazione, sono propri anche di un’amministrazione comunale – ha commentato Roberto Marini, vicesindaco di Portoferraio - per questo abbiamo ritenuto opportuno dotare la Onlus di una sede idonea”.

La Fondazione, che attribuisce primaria importanza alla partecipazione, con la nuova sede potrà essere luogo d'incontro di coloro che vorranno aderire, per discutere e far progetti volti a risolvere quei problemi che stanno limitando in vario modo lo sviluppo del benessere nel territorio isolano.

Per aderire alla Fondazione è possibile trovare maggiori informazioni sul sito web www.fondazioneisoladelba.it.

Comune unico, il futuro dell’Elba?

Portoferraio, 22 luglio 2018

La valorizzazione di un territorio insulare passa necessariamente attraverso un rafforzamento politico, amministrativo e, di conseguenza, economico.

La nostra Isola ha un enorme potenziale economico e politico, in buona parte inespresso, a causa delle storiche difficoltà ad individuare un soggetto amministrativo in grado di pianificare lo sviluppo generale, e confrontarsi con gli altri soggetti istituzionali ed economici (Port Authority, Regione Toscana, Governo centrale, ecc.).

In tal modo non appare possibile affrontare problematiche di interesse generale in maniera efficace, non esistendo un unico interlocutore che rappresenti l’Elba e gli elbani.

Occorre quindi ripensare ad un modello di sviluppo che riparta da un diverso assetto amministrativo, che tenga conto delle migliori risorse culturali, politiche ed imprenditoriali del territorio.

Sulla scorta dell’esempio virtuoso della fusione dei Comuni di Rio Elba e Rio Marina, gli elbani dovranno valutare con attenzione e scegliere il proprio futuro.

La scelta del Comune unico dell’Elba, laddove non imposta, ma decisa da tutti gli elbani, potrebbe risultare “rivoluzionaria” per un territorio che ha una sostanziale identità culturale, sociale ed economica, pur nel rispetto delle specificità locali.

La Fondazione intende aprire un dibattito sociale e politico sul tema, ritenendolo di assoluta rilevanza per il futuro.

Fondazione Isola d’Elba Onlus

Comunicato Stampa Tribunale

Portoferraio, 28 gennaio 2018

La Fondazione Isola d'Elba Onlus si associa al comunicato stampa dell'Associazione Forense Isola d'Elba, esprimendosi in favore della stabilizzazione e contro la chiusura della Sezione del Tribunale di Portoferraio.

Si invitano le forze politiche, le istituzioni  e le Associazioni di categoria a promuovere tutti gli sforzi necessari per scongiurare l'ennesimo taglio ai servizi essenziali del territorio.

La realtà insulare non può venire sistematicamente mortificata da decisioni che ottengono esclusivamente un accentramento di funzioni e servizi, a scapito delle popolazioni più disagiate territorialmente

Fondazione Isola d’Elba Onlus

Comunicato Stampa del 7 Novembre 2017

Acqua: l’oro blu dell’Elba.

La Fondazione Isola d’ Elba intende esprimere la propria posizione su un argomento vitale che va affrontato con la chiarezza dovuta.

Dalla Regione ci sembra che arrivi un messaggio inequivocabile : le risorse idriche sono scarse anche per la costa toscana e in futuro non sarà facile fornire acqua all’Elba , neanche agli elevati prezzi a cui la stiamo pagando. Dunque il rifacimento della tubazione dalla Val di Cornia ormai vecchia e usurata molto probabilmente non si farà .

E’ il solito problema, la Toscana rappresenta 4 milioni di persone, perciò un isoletta di sole 30.000 anime non può essere una priorità assoluta. Questo è normale, e obbiettivamente anche giusto. Spesso però all’Elba non riusciamo neppure ad ottenere quel minimo che ci spetterebbe di diritto . Ad esempio non è giusto che l’acqua debba avere un prezzo diverso tra l’Elba e Firenze . Non è neppure giusto che le opere per rendere autonoma l’ Elba dal punto di vista idrico gravino molto sugli Elbani .

Ma torniamo al problema e alle soluzioni .

Qui non si tratta solo di dare all’Elba le risorse idriche aggiuntive che servono nei due mesi estivi , che sono gli stessi in cui servono anche sulla costa. Adesso serve un progetto più importante e complesso : rendere l’ Elba autonoma tutto l’anno , anche nei mesi di punta, cercando di avere una buona qualità e il giusto prezzo.

Nel frattempo l’ ASA e le autorità preposte hanno portato avanti una strategia incentrata su un importante progetto in stato avanzato: la realizzazione di un dissalatore nel Comune di Capoliveri. Inoltre tempo fa era stato illustrato alle autorità dell’ isola un progetto per un serbatoio sotterraneo da realizzarsi nella parte occidentale. Ancora, vanno censite e rivalutate tutte le nostre sorgenti , eliminati gli sprechi e migliorata l’efficienza della rete.

Chiaramente ogni progetto, oltre ai vantaggi, presenta delle controindicazioni ma non possiamo stare fermi , la priorità è il bene comune .

Il vero problema è che all’Elba non manca solo l’ acqua , manca soprattutto una cabina di regia unita e autorevole in grado analizzare soluzioni , prendere decisioni e negoziare i nostri interessi con le autorità esterne.

Rendere l’ Elba autonoma è una necessità non solo dal punto di vista idrico. L’ Elba sta iniziando a compiere i primi passi verso una maggior unità e dunque verso una maggior forza politica , nel frattempo però è necessario affrontare i problemi in modo collaborativo , senza far pagare ai cittadini un prezzo troppo alto.

La Fondazione sta valutando l’opportunità di organizzare un convegno/dibattito sulla situazione idrica dell’ Elba in collaborazione con le amministrazioni comunali e le varie autorità coinvolte. In questo modo, anche grazie agli interventi di relatori ed esperti, si potrà delineare il miglior percorso per l’ autonomia idrica dell’ isola, con l’obiettivo che le conclusioni del convegno diventino la base per la stesura di un documento programmatico chiarendo le necessità, i costi, i tempi e i rispettivi impegni .